Dio è fedele

 

 

Cosa significa l’affermazione riportata nel titolo, ancor più vera se si sottolinea la sua fedeltà anche a Sé stesso (v. per es. Ez. 14,16-Ez 14,18-Ez 14-20 dove Dio giura cioè chiama sé stesso a testimone quindi è fedele a sé stesso)?

Nel “Credo” recitiamo che è creatore di tutte le cose: quelle visibili e quelle invisibili.

Orbene queste ultime non sono solo le anime, gli angeli o altro. Significa che Dio ha anche creato il tempo (v. S. Agostino), lo spazio e tutte le leggi (della fisica, della chimica, i principi della medicina etc.).

Che la sua fedeltà sia una cosa concreta lo provano gli scienziati, anche quelli atei, quando mandano un razzo verso chissà quale pianeta perché sanno che queste leggi valgono immutabili nello spazio, nel tempo ed in ogni altra condizione.

Quanto ha sofferto Dio quando, nel confermare la sua fedeltà, ha dovuto rendere operative queste leggi (leggi fisiche, principi della biologia, della medicina ed altro) legate alla fustigazione, relativo terribile dolore, sanguinazione, crocifissione e morte di suo Figlio?

Solo che non ha voluto venir meno a questo impegno benché ciò gli abbia creato un dolore indicibile.

Eppure le sue sofferenze sono molto maggiori quando noi veniamo meno al comandamento dell’Amore.

Per questo Gesù ci ricorda: “Ogni  volta che avete (o non avete) fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli l’avete (o non l’avete) fatto a me. (Mt 25,40 e Mt. 25,45)

 

P.S. Quando nella Genesi leggiamo, per esempio, che Dio creò la luce e la luce fu (Gn. 1,3) non significa affatto che dopo l’atto creativo la luce abbia preso ad esistere da sola.

Invece l’azione creatrice è un’opera continua e sempre attiva di Dio che mantiene sempre in essere tutte le cose create.

 

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