Il perdono

E se anche ti offende sette volte al giorno e sette volte al giorno torna da te a chiederti perdono, tu perdonalo». (Lc 17,4)

 

 

 

Avevo pensato a cosa scrivere su questa importante verità del Cristianesimo, ed avevo stilato una disquisizione abbastanza elaborata e per questo forse troppo sofisticata e quindi apparentemente vuota.

Poi ho deciso di narrare, senza alcuna riga di commento, la storia dell’ingegner De Nardo di Novi Ligure, padre di una bella famiglia: moglie e due figli.

Evidentemente fuori di testa la figlia Erika, aiutata dal fidanzato Omar, ha ammazzato sua mamma, moglie dell’ingegner De Nardo, il figlio, cioè suo fratello ed è finita in carcere dove dovrebbe restarci per 16 anni. L’ingegnere si è trovata la famiglia distrutta in un attimo: la moglie e il figlio ammazzati e la figlia in carcere per molti anni. Eppure tutte le settimane, senza rancore, ma penso con una profonda amarezza, e comunque con un profondo desiderio di perdono e senso di missione, si reca a visitare la figlia in carcere, vivendo, penso, con angoscia la storia di una famiglia, la sua famiglia, scomparsa nel nulla.

 

 

 

Lecco

 

Un altro esempio di perdono e di amore viene descritto dal Corriere della Sera del 27.06.2005

 

Christian Magni (sopra), il padre di Mirko, (il bambino di 5 mesi ucciso dalla madre in un accesso di follia affogandolo nella vasca da bagno n.d.r.) dopo aver saputo della confessione della moglie ha sussurrato a chi era vicino di essere sconvolto per l’epilogo della vicenda. Ma ha aggiunto: «Non la abbandonerò, non lascerò mai sola mia moglie Maria».

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