Un po' di Teologia
(Ultima revisisone 24.12.2011)

"Un astronauta ateo stava chiacchierando con un neurochirurgo.
«Io sono andato in cielo tante volte ma non ho mai visto né Dio né gli angeli» dice l'astronauta.
«Se è per questo io ho operato alla testa moltissime persone anche molto intelligenti, ma non ho mai visto un pensiero» risponde il neurochirurgo."
Il mondo dall'epoca delle caverne è arrivato fino ad oggi per merito di innumerevoli pensieri che hanno influito su tutta l'evoluzione dell'umanità.

Cioè non sempre è visibile ciò che è: il modo migliore per rendersi conto che una cosa esista è vederne i suoi effetti.
Posso rientrare a casa non una ma infinite volte ma se vedo la tavola apparecchiata con allestito un pranzo favoloso, e non trovo mia moglie, non penserò mai che ciò sia accaduto per un qualche terremoto od evento inspiegabile: piuttosto penserò che mia moglie ha superato sé stessa ma poi ha dovuto uscire.
Bisogna imparare a leggere il linguaggio dei segni.
Il mondo è pieno zeppo di segni: per esempio (uno tra gli infiniti) esiste un numero non noto ma compreso tra 2 e 50 milioni di specie animali sulla Terra e questo non può essere accaduto per una serie di combinazioni avvenute anche nel corso di milioni d'anni in cui c'è stata l'evoluzione del creato: le specie ci sono perché Qualcuno le ha create utilizzando non mi interessa quale procedimento.
D'altra parte un giorno ho sentito un commerciante esclamare a gran voce: "Io non credo, comincerò a credere quando vedrò in Piazza del Duomo a Milano (luogo importante) ricrescere una gamba ad uno a cui era stata amputata."
L'evento, ottenuto tramite un affidamento a Maria, non è successo in Piazza del Duomo ma è accaduto in Spagna con innumerevoli attestazioni di svariati notai a ciò chiamati che hanno certificato con atti notarili la verità dell'evento (Vedi libro : "Vittorio Messori - Il Miracolo - BUR).

Quindi Dio esiste in modalità che non appare ai nostri occhi, ma ne vediamo i segni.

In ogni caso non è più il momento di considerare Dio come un superuomo: uno che può tutto e che quindi fa tutto.
È una definizione un po’ limitata: in realtà Dio è molto di più.
Dio è colui che crea tutto, e questo è vero, ma è anche colui che lo mantiene in vita: Lui è la vita.
Non è esatto dire che ha creato (sto facendo un esempio molto semplificato e tecnicamente inesatto) tutti gli atomi e gli elettroni i quali girano attorno al nucleo secondo delle leggi ben precise.
No, Dio gli elettroni li crea, mantenendoli in vita, in ogni momento facendo in modo che ruotino attorno al nucleo secondo quelle leggi di cui sopra, tra l’altro leggi da Lui create.
L’elettrone, senza ciò che lo fa essere, cioè l’Essere, cesserebbe di esistere.
Dio stesso l’ha detto: “Io sono Colui che sono” cioè “Io sono Colui che esiste”, Lui stesso propone questa semplificazione "Io sono" cioè "Io esisto". (Es. 3,14).
Cioè Lui esiste senza causa o, usando una definizione di certi teologi, Lui è la causa di sé stesso, quindi è Lui che fa esistere, in ogni momento, ciò che è: anche Sé Stesso. Non esiste nessun motivo, per cui quell’elettrone che adesso vediamo, lo vedremo presente anche dopo; se c’è, ciò avviene perché Qualcuno lo fa essere prima e dopo.
Questo è l’unico modo per capire la vera sostanza di Dio.

Fatte queste premesse, cambiamo, apparentemente, argomento.
Parliamo di mia moglie.
Se la dovessi descrivere, forse potrei parlarne in un modo molto preciso, spero, ma posso sbagliarmi, migliore di quello che userebbe lei stessa per descriversi.
In un modo diverso ne parlerebbero i figli che sottolineerebbero, maggiormente, il suo aspetto di madre.
Infine, se ne parlassero i suoi allievi di quando era insegnante, userebbero una terza immagine.
Eppure stiamo parlando tutti della stessa persona.
Analogamente tutte le religioni monoteiste parlano sempre dell’Unico Dio.
Solo che le tre religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) danno tre immagini diverse proprio dello stesso Dio, proprio come, parlando di mia moglie, se ne possono dare tre immagini distinte come spiegavo sopra. Infatti, molto correttamente, l’Islam chiama Dio il Dio di Mosè (sura 43 45-46) e di Abramo (sura 42, 13) realtà vera per tutte e tre le religioni; inoltre tutte e tre fanno riferimento, nel descriverlo, alla stessa Persona (Dio), attingendo dagli stessi documenti: infatti Ebraismo e Cristianesimo si rivolgono alle scritture della Bibbia (Vecchio Testamento i primi, Vecchio e Nuovo i secondi), i musulmani poi, pur legati e obbedienti al Corano, non rinnegano il Vangelo, infatti leggendo il Corano nella sura 5, 46-47, parlando di Gesù il libro afferma:

"Sulle orme dei profeti abbiamo poi mandato Gesù, figlio di Maria, a conferma del Pentateuco rivelato prima di lui e gli abbiamo dato il Vangelo, in cui c’è guida e luce a conferma del Pentateuco che l’aveva preceduto, guida e monito per chi teme Dio. Giudichi dunque la gente del Vangelo secondo ciò che in esso Dio ha rivelato, perché quelli che non giudicano secondo ciò che in esso Dio ha rivelato sono perversi."

(ndr Com’è che alcuni, per non urtare i musulmani, fanno cancellare da alcuni canti di Natale la parola Gesù? E com'è che molti musulmani combattono con odio i Cristiani cioè gli osservanti del Vangelo? Mi spiace dirlo ma questo dimostra una loro collossale e abissale ignoranza, ché, se tacessero, non offenderebbero Maometto che, invece, credono di difendere).

Tutto quanto sopra premesso, notiamo che Maometto, il Profeta dei Musulmani, dice nella sura 5, 45: "La Mensa":
"Chi però rinuncia al taglione, la sua rinuncia gli varrà come espiazione dei peccati".
Allora anche i musulmani devono rinunciare al taglione avendo, come tutti gli esseri umani, peccati da espiare.

Continuando nel paragone tra le due religioni (musulmana e cristiana), dobbiamo ragionare sulla sura 3, 45-47 (La famiglia di ‘Imrân):
E ricorda anche quando gli angeli dissero a Maria: «O Maria, in verità Dio ti dà il lieto annuncio di una Parola che proviene da lui. Il suo nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, illustre in questo mondo e nell’altro, e uno dei più vicini a Dio. Egli parlerà agli uomini fin dalla culla come un adulto e sarà uno dei giusti». Maria rispose: «Signore come potrò avere un figlio se nessun uomo mi ha toccata?».
«Proprio così!», disse l’angelo; «Dio crea ciò che vuole. Quando decide una cosa, non ha che da dirle “Sii!” ed essa è».
(Qui si potrebbe fare una disquisizione teologica quando il Corano afferma “dirle sii” e non “dire sii”. Poiché io non posso parlare a ciò che non esiste, il solo fatto che una cosa si presenti alla mente di Dio, allora esiste, se Dio le può già dire “sii”. Da questo si deduce che, anche per i Musulmani, Dio è l’Essere. Cioè se una cosa viene alla mente di Dio, conseguentemente è.
Esattamente viene ripetuto quanto è contenuto nell’Esodo (Es. 3,14): Dio è l’Essere: colui che esiste.

Vedete che stiamo parlando della stessa persona con tre visuali diverse come esemplificavo sopra parlando di mia moglie?
Comunque l’annunciazione, descritta dal Corano, afferma il dogma Cristiano della concezione verginale di Maria.

Se tutto ha avuto origine da Dio, anche colui che si sarebbe incarnato nella persona di Gesù ha avuto origine da Lui e non da un uomo: ancor prima che venisse creato il mondo, l’universo o addirittura il tempo. Ora creare significa fare dal nulla una persona o una cosa che prima non c’era, ma ciò implica un “prima”. Quindi significherebbe che Dio ha creato prima il tempo e poi Gesù, il che non coincide con quanto Gesù afferma (vedi tutto il cap. 1 e il cap. 17 del Vangelo di Giovanni e le memorie di S. Agostino).
Dio dà origine da sempre e per sempre alla seconda Persona della Trinità non facendola dal niente (come è successo per tutto l’Universo) ma prendendola da Sé stesso (non aveva ancora creato nulla). Ora per quanto due Persone siano uguali, se la Seconda è originata dalla Prima, cioè la Prima causa la Seconda, evidentemente la Prima è più importante della Seconda. Quindi se Dio ha preso parte di sé stesso e ha dato origine e continua a dare origine al Figlio (cioè colui che si sarebbe incarnato in Gesù), ciò è possibile: da un infinito sono derivati due infiniti uguali tra loro (vedi teoria degli insiemi dove, per esempio, si afferma che una retta, formata da infiniti punti, se è divisa in due semirette, i tre elementi cioè retta e le due semirette posseggono la stessa ampiezza cioè lo stesso numero di punti). E per questo, per quanto infiniti tutti e due, Gesù (la semiretta) può dire “il Padre (la retta) è più grande di me” (Gv 14,28).
Questa operazione è stata fatta ed è mantenuta viva da una Persona a ciò preposta: lo Spirito Santo che deve essere di origine divina per poter operare su Dio (benché il sapere in preveggenza che ne avremmo avuto bisogno non solo per il male che avremmo fatto, ha spinto Dio a conformarsi come Trinità), e che ha origine dal Padre verso il Figlio e dal Figlio verso il Padre (in quanto il Figlio non tiene niente per sé) e dal Padre e il Figlio verso il creato. (vedi schema sottoriportato). Ora poiché l’amore del Padre verso il Figlio è infinito e del Figlio verso il Padre è altrettanto grande, questo amore sommo è una Persona della SS. Trinità.

Spero che Dio mi perdoni se uso questo paragone per spiegare il concetto di Trinità.
Questo sono io: una persona sola eppure come potete vedere ho i baffi.
Li ho, non per un gusto personale, ma per soddisfare le richieste di mia moglie:

per amore li ho fatti crescere.

Analogamente il mio amare mia moglie ha preso origine dal mio spirito, cioè il mio “cuore”.
Quindi io sono solo ma, per dirle ti voglio bene, il mio spirito mi ha convinto a far crescere i miei baffi: sono io solo ma notiamo tre cose diverse: io senza baffi, i miei baffi e lo spirito del mio amore verso mia moglie ed infine io con baffi. Eppure parlando di me si deve alludere alla persona della foto cioè con i baffi.
Stessa cosa avviene per la Trinità: se io dovessi amare due persone anziché una sola, probabilmente dovrei avere due segni (baffi e non so cos’altro) se invece dovessi amare tutte le persone di questo mondo non mi basterebbero un’enormità di segni diversi ma sarebbe necessaria una persona completa e originata (non creata) da me.
Infatti Dio, prima di creare tutto (tempo compreso), ha anche dato e dà origine al Figlio, cioè prende una parte di sé e genera il Figlio sua Parola, come i miei baffi sono la mia parola “ti amo” detta nei confronti di mia moglie.

E non è affatto vero quando si dice che “fortuna” che c’è stato il peccato così Dio ha dovuto mandare la sua Parola sulla Terra.
Infatti della Madonna, (“Immacolata Concezione” cioè concepita senza alcun peccato come Adamo e che ha vissuto senza mai peccare), si dice più volte nel Vangelo di Luca, che non comprese e che meditava gli avvenimenti nel suo cuore (p.es. Lc 2,33 e segg, Lc 2,48 e segg. e altri brani). Cioè anche lei, pur senza peccato, ha avuto bisogno di essere istruita da Gesù; cioè noi, se non avessimo mai peccato, avremmo comunque avuto bisogno della Parola di Dio su questa Terra per aiutarci a capire tante cose.

In sintesi l’Amore di Dio cioè lo Spirito Santo nasce dal Padre (come anche il Figlio) e dal Figlio simultaneamente procede verso il Padre e il Creato, in quanto né Padre né Figlio hanno un amore che si limita.
Quindi possiamo simultaneamente dire che lo Spirito Santo ha origine dal Padre ma possiamo anche aggiungere che procede anche dal Figlio.

A questo punto vorrei fare un osservazione: le due religioni Cristiana e musulmana posseggono alcune similitudini, per non parlare di quella ebraica.
Quella ebraica si ferma a 2000 anni fa, quindi un ebreo che seguisse per filo e per segno le centinaia di precetti dati da Mosè si salverebbe (se cioè si facesse circoncidere ed eseguisse il sacrificio quotidiano di capi di bestiame e rispettasse tutti gli altri precetti). La religione Cristiana e Musulmana, per quanto profondamente differenti, hanno qualche somiglianza senso che nella prima la parola di Dio si è fatta uomo e nel secondo caso si è fatta libro: stiamo parlando in entrambi i casi della Parola di Dio. Nel caso del Cristianesimo la Parola di Dio, incarnatasi in Gesù, ha affidato a Pietro e ai suoi successori l’incarico di interpretarla in modo adeguato al mutare della situazione del momento (vedi per esempio Gv 16,12-13), nel caso dell’Islam la parola di Dio, cioè il Corano, non ha affidato niente a nessuno in modo che anche se i tempi si evolvono nessuno può assumersi l’incarico di interpretare il Corano in maniera adatta. In base a questo, anche perché il Corano è scritto in arabo e può essere interpretato e spiegato in vari modi anche dagli arabi stessi, esistono molte frange di Musulmani anche in contrasto e in guerra tra loro. Per moltissimi altri aspetti l’Islam assomiglia all’Ebraismo mentre il Cristianesimo lo supera ma secondo i consigli dati da Dio stesso nella Persona di suo Figlio. Per altri aspetti sono profondamente diverse in quanto in quella musulmana Dio dall'alto dei cieli controlla e giudica l'uomo specialmente quando sbaglia, mentre in quella cristiana se l'uomo sbaglia, Dio in persona viene sulla terra a raddrizzare le cose anche pagando colla sua vita.

Adesso vediamo cosa è successo, anzi cosa si può supporre sia successo.
Dio è Amore (e quindi luce) e per amore ha deciso di creare l’Universo perché sapeva che nell’Universo avrebbe creato il genere umano. Ma non ci ha lasciati soli, ma, come dicevo, che l’uomo peccasse o no, occorreva mandargli il suo “logos”, cioè la Parola che, spiegando tutto, ci instradasse verso il cammino da fare.

Nella cascata di Amore simboleggieta dalla scritta 1 (più sotto) si visualizza tutto l'Amore del Padre verso tutto ciò che è: l'Amore verso il Figlio che, senza un briciolo di egoismo lo riversa e rende al Padre (scritta 2) e al creato (per questo si dice che l'Amore cioè lo Spirito Santo procede dal Padre, da cui ha origine, ma anche dal Figlio che, essendo pervaso di Amore, non tiene niente per sé..

Facciamo adesso un'altra osservazione esaminando l'immagine: dal Figlio è derivato Gesù. Questo significa che il Figlio ha preso, una volta maturi i tempi, anche, oltre alla natura divina che aveva già, una natura umana. Quindi la natura divina aveva una volontà diversa da quella umana e non, come dice l'eresia monofisita, una sola volontà. Per tornare alla teoria degli insiemi, sopra citata, al Figlio di Dio si è unito un altro insieme (insieme unione) cioè quello di Gesù come uomo con una sua volontà umana. Cioè l'uomo Gesù ha concretizzato un insieme unione con l'insieme Figlio di Dio. Praticamente con la sua nascita, anche Gesù nella sua natura umana è diventato un tutt'uno col Figlio che quindi ha acquistato anche gli attributi della persona di Gesù. Non è pensabile che Gesù come uomo riuscisse a partecipare alla creazione di tutte le anime create in quell'epoca (Gv 1,3) mentre è più facile pensare al Figlio come Dio che accomuna in sé stesso anche la persona di Gesù e che ha operato in ogni momento, anche quelli in cui Gesù era morto.

In questo modo si riescono a spiegare tante cose: per esempio è stato ucciso Gesù (l'unico interlocutore con noi uomini e tra l'altro parte del Figlio), mentre il Figlio, in quei tre giorni, ha continuato ad esistere ma non per noi uomini ma ha continuato alla creazione di tutto il Creato.

Questo è più accettabile anche dai musulmani secondo i quali Dio non può morire né soffrire ma anche per noi cristiani quando affermiamo che Gesù è morto. In realtà è morto l'uomo Gesù cioè una parte del Figlio e l'unico interlocutore con l'umanità e quindi hanno sofferto atrocemente tutti e tre: Gesù che ne è morto, il Figlio che si può identificare con Gesù, e di riflesso il Padre ed anche lo Spirito Santo. Per non parlare poi di Maria che già sapeva la atroce fine destinata a Gesù.
Infine quanto dice il Vangelo di Giovanni in 10,17 "...perché io offro la mia vita per poi riprendermela di nuovo" può essere interpretato in due modi:

Quella frase è stata detta da Gesù come Figlio che può riprendersi la vita

Quella frase è una prova della Trinità essendo Gesù risorto con l'azione del Padre (come è scritto in molti passi della scrittura) e del Figlio come dice la Scrittura nel Vangelo di Giovanni sopra citato.

Quindi in conclusione Dio è uno solo e non può morire, e contemporaneamente Gesù, identificabile con parte del Figlio ed un tutt'uno con Dio Trinità, è morto.
Grazie al Padre ma grazie anche a sé stesso Gesù è risorto, cioè il Figlio ha ripreso ancora la natura umana nella figura di Gesù; ma un Gesù identico ma, per altri aspetti, completamente diverso dal Gesù di prima.
Per spiegare la cosa cerchiamo di interpretare le scritture: Dio ha plasmato l'uomo con polvere del suolo (Gn 2-7) cioè interpretando l'affermazione con le moderne ricerche scientifiche, Dio ha creato la vita in non si sa che modo ma partendo dagli elementi della terra; dopo molto tempo dalla creazione del mondo è stata presa una forma vitale adatta (che so una scimmmia) e gli è stata infusa l'anima: cioè gli esseri umani hanno l'anima al servizio del corpo che, purtroppo, a volte fa sentire oltre misura i suoi richiami. Come sia non si sa (come dice san Paolo) ma nella resurrezione futura sarà il corpo a servizio dell'anima che è già di per sé immortale e che risulterà la componente predominante di noi uomini risorti anche con un corpo fisico ma non più mortale.

Avrei un'infinità di altre cose da dire ma preferisco limitarmi a queste poche affermazioni che, tra l'altro, cercano di trovare un comune accordo delle tre religioni monoteistiche facendo notare che esiste tra loro una certa parziale somiglianza.